Buon pomeriggio cari lettori e buon venerdì!

Per concludere la settimana e il mese di settembre in bellezza, la nostra cara Anny ha preparato per noi una recensione decisamente interessante. Oggi vi parlerà di una serie molto chiacchierata sul web e che ha diviso i lettori del bookstagram, la serie in questione è “Il principe prigioniero” di C.S. Pacat.

TRAMA

Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principedi una nazione nemica come schiavo di piacere.

Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese.

Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nellemacchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborarecon Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa.

Per il giovanecondottiero, a quel punto, vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo.

RECENSIONE

Durante la lettura di questa serie ho potuto notare come questi libri dividano ampiamente il pubblico. Se da una parte c’è chi li ama, dall’altra c’è chi grida allo scandalo, affermando che questa serie parli di temi impronunciabili e innominabili. Ma allora perché questa trilogia (soprattutto il primo libro) scuote così tanto l’animo di noi lettori?

Il primo libro soprattutto parla di schiavismo, nel modo più crudo, crudele e umiliante. Per quanto mi riguarda, ho accettato e compreso la scelta stilistica dell’autrice, che ha raccontato qualcosa per quello che era: orribile. Come vorreste rendere bello e romantico qualcosa che per centinaia di anni ha fatto soffrire così tante persone? A mio parere non è possibile. 

Un’altra problematica che si pone è questa: perché quello che leggiamo deve essere sempre bello? Lo schiavismo ovviamente non è bello, però dovremmo forse eliminarlo dalla nostra letteratura per questo?

Io vedo questa serie come una sorta di sfida. L’autrice ci sfida a riuscire a vedere l’amore nascere tra i nostri due protagonisti nonostante tutto il dolore che si sono causati a vicenda, l’autrice ci chiede di guardare oltre, ma anche attraverso; perché senza le parti più cruente sicuramente questa storia non avrebbe lo stesso valore. 

Nonostante io abbia amato questa serie nel suo insieme, credo fermamente che alcuni dettagli siano stati forzati a solo scopo di fan service (non odiatemi, ma per me il capitolo 19 del secondo volume è un enorme NO); dettagli che magari avrei voluto veder succedere in un’altra maniera o in un altro momento, ma che data la brevità dei tre volumi, non è stato possibile ottenere. 

Devo comunque complimentare la scrittrice per questi preziosissimi personaggi da lei creati. Damianos e Laurent sono ciò di cui tutti abbiamo bisogno in un libro di qualità, e credo che non riuscirò a dimenticarli tanto presto. 

E per finire da dove abbiamo iniziato: lo stile di scrittura è così incalzante, frenetico, pieno, che una volta aperta la prima pagina, ti ritroverai in un paio di giorni a chiudere l’ultima pagina del terzo volume, perché il principe prigioniero è così: ti tiene incollato, ti fa dimenticare il resto, ti fa entrare in un mondo dove Damianos e Laurent sono i tuoi migliori amici.

Voti: primo volume 3, secondo volume 4, terzo volume 5 stelle

Recensione scritta da Anny Colonna per @labibliotecadistefania

Vietata la riproduzione ©️

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