Buon pomeriggio cari lettori e buon venerdì!

Oggi Anny ci parla di “Archi di sangue”, un giallo di Giuseppe Pantano. Come sempre vi lascio il banner Amazon per leggere le altre recensioni, per leggere una piccola anteprima deI libro, la trama o per acquistarlo.

TRAMA

Caterina e Antonia: donne unite da uno stesso destino. Persone che, solo per il fatto di essere nate femmine, sono costrette a subire violenza. Sullo sfondo, lei, Giuseppina, l’eroina che combatte il mostro Carmelo. Che si adopera per salvare delle vite, che crede e lotta al fianco delle vittime. Una vicenda che inizia nel 1963 e si conclude ai giorni nostri e mette in evidenza come le cose non siano molto cambiate: il maschio padrone esisteva allora come oggi. E non importa se il violento è il tuo patrigno o il compagno, l’aggressività è da condannare. Sempre. Abusi e maltrattamenti che originano faide familiari, scandali e omicidi. Soprusi che danno vita a un thriller dove tante persone, troppi individui innocenti sono costretti a pagare anche a causa di forze dell’ordine corrotte, che non si fanno scrupoli a contaminare o nascondere le prove. Un giallo per rimarcare ancora una volta l’orribile piaga che dilaga anche nella società odierna.

RECENSIONE

Aaaah quanto mi mancava leggere un bel thriller che mi lasciasse con il fiato sospeso e la voglia matta di continuare a leggere fino alla risoluzione del mistero ?

Giuseppe Pantano è riuscito proprio bene a portarmi dritta nel mood che tanto mi mancava, quello della suspense e dello choc.

Per me è raro trovare dei gialli tutti all’italiana che siano ben fatti, però Pantano è riuscito a farmi fiondare nella Sicilia degli anni 60 prima, e in quella degli anni 80 dopo con così tanta facilità da sentirla quasi familiare.

Apriamo questo libro e ci ritroviamo davanti un mistero che intreccerà diverse generazioni, diverse epoche, e che legherà inesorabilmente molte persone innocenti per la brama di potere di un solo uomo.

All’inizio devo ammettere di aver fatto un po’ di fatica per entrare nel vivo della storia, perché i punti di vista sono tantissimi e ci sono salti temporali ogni tre o quattro pagine, però una volta essermi abituata posso tranquillamente affermare che forse è proprio questo il punto forte dell’opera: ti permette di essere un osservatore onnisciente, che è ovunque, con tutti, senza però che tu riesca a conoscere quel solo piccolo dettaglio che ti permetta di conoscere la verità.

I personaggi di questa storia mi sono piaciuti uno più dell’altro, le sorelle Giuseppina e Teresa più di tutti, con la loro forza d’animo capace di ispirare chiunque di noi, e nonostante siano due personaggi inventati, potrei benissimo riconoscere la loro figura in donne coraggiose e forti dei giorni nostri.

Un’altra cosa che ho particolarmente apprezzato è stata la maniera in cui l’autore ha affrontato l’argomento della violenza, soprattutto quella perpetrata sulle donne. E riuscito in maniera magistrale ad immedesimarsi nella pelle del carnefice, ma anche della vittima, attuando un tipo di sensibilizzazione che a mio parere è tra i più efficaci, perché ti fa sentire i sentimenti delle persone coinvolte come se fossero i tuoi.

Nonostante tutti i punti positivi, ho trovato che la narrazione fosse un po’ forzata in alcuni punti solo per permettere all’autore di chiudere le vicende nel minor tempo possibile (il libro è più corto di 300 pagine), infatti avrei preferito vedere alcune cose svolgersi più nei dettagli, o ancora non dovermi accontentare del leggere “Caio ha fatto questo grazie ad una sua illuminazione”. Ma come? Dove?

Secondo me un buon giallo deve essere pieno di dettagli dell’investigazione che permette la risoluzione del mistero, e qui ne ho trovati un po’ troppo pochi per permettere al libro di avere il massimo dei voti.

Tutto sommato però, sono davvero contenta di aver fatto questa lettura, che mi ha incuriosito parecchio sul leggere altre opere dell’autore.

Voto: 3,5 stelle

Classificazione: 3.5 su 5.

Recensione scritta da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

vietata la riproduzione ©

Un pensiero su ““Archi di sangue” di Giuseppe Pantano [Recensione]

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