Cari Lettori, oggi per voi una nuova recensione scritta da Anny!

Come sempre vi lascio il banner Amazon per leggere le altre recensioni, per leggere una piccola anteprima del libro o per acquistarlo.

TRAMA

L’acqua non disseta e non bagna, piuttosto si disperde in rivoli fra le mani; è la felicità, passeggera e per questo preziosa, raccontata nelle moderne fiabe africane di Chinelo Okparanta. Leggendo le sue storie cí immergiamo, accompagnati da una lingua lirica e una cadenza folclorica, in un nuovo mondo sorretto da parole antiche, ascoltate di sottecchi mentre si cucina un riso jollof, tuonate da pulpiti, o peggio ancora mai pronunciate e sepolte in un quotidiano limaccioso e misterico, riaffiorando in superficie, annaspando per trovare l’aria. Una società rigidamente patriarcale in cui le donne sono disposte a tutto pur di sbiancarsi la pelle nel tentativo impossibile di assomigliare alle modelle lattiginose di Cosmopolitan, oppure vengono ripudiate dai mariti ed etichettate come mgbaliga, «botti vuote», quando non riescono a fare figli. Un mondo ancestrale di pozioni sciamaniche che danno la morte e di una nuova ricchezza che avvelena i pozzi e i parchi gioco. “La felicità è come l’acqua” è anche una controstoria orale in cui la Shell e le perdite di greggio nel delta del Niger possono essere il salvacondotto per raggiungere un amore lontano, una donna che vive negli Stati Uniti tanto idealizzati. Eppure la Nigeria, impersonata da un padre manesco, è capace di inseguire una bambina e sua madre fin nella sofisticata Boston, dentro gli alloggi universitari in cui convivono africani, caraibici e indiani, tutti muniti di un prezioso visto di studio che vale bene qualche livido e occhio nero.

RECENSIONE

Le raccolte di racconti non sono un genere a cui mi sono mai approciata con piacere. Ormai non è più un segreto che amo i libri lunghi e che faccio fatica ad immedesimarmi in storie troppo corte. Questo libro mi è stato regalato, quindi l’ho visto come un segno del destino che mi dicesse di provare con qualcosa di nuovo. Quindi l’ho letto, e meno male !

Nonostante la brevità delle vicende di ogni personaggio, l’autrice grazie al suo stile di scrittura riesce a farti entrare nel pieno delle ambientazioni, a farti immedesimare nei personaggi e nel loro dolore. In poche pagine Okparanta riesce a descriverti la Nigeria, i loro abitanti, le loro sofferenze (soprattutto quelle delle donne) facendoti scoprire un punto di vista diverso e crudo sul femminismo, qualcosa per cui combattiamo, ma che non conosciamo sotto questo punto di vista, perché come cittadini europei siamo distanti da molte realtà. 

L’autrice è riuscita a farmi venire i brividi (e non in senso buono), le sue righe sono come degli schiaffi in faccia in alcuni racconti, in altri invece come delle carezze, ma in fin dei conti questo libro si può riassumere con una parola : verità.

La Nigeria non è un paese di cui ho sentito discutere molto spesso, quindi l’aver letto questo libro ha di sicuro arricchito le mie conoscenze e mi ha fatto comprendere una nuova sfaccettatura delle battaglie che noi donne dobbiamo affrontare. Ma questa raccolta non è solo femminismo, è anche amore per la propria famiglia, e lotta della comunità LGBT in un paese in cui essere omosessuale è ancora illegale e in alcune zone persino punito con la morte.

Quando ho finito questo libro, il sentimento che ho provato è stata la gratitudine : per vivere in un paese che concede i diritti a tutti in maniera uguale, che accetta tutti senza escludere nessuno e dove le donne sono ogni giorno più vicine alla libertà totale. Un altro sentimento è la speranza, speranza che un giorno il mondo cambi, che si evolva e che dia ad ognuno di noi la felicità che merita, e che meritano anche le protagoniste di « La felicità è come l’acqua ».

Estratto : « La felicità è come l’acqua : cerchiamo di afferrarla ma ci scivola sempre tra le dita. E le mie sono sottili, piene di vento in mezzo. »

Classificazione: 5 su 5.

Recensione scritta da Anny Colonna per @la_biblioteca_di_Stefania

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